Educazione affettiva e sessuale

Educazione al corpo nei bambini e nelle bambine: perché parlarne fa ancora paura alle persone adulte

Parlare del corpo ai bambini e alle bambine dovrebbe essere normale. Eppure non lo è

L’educazione al corpo nei bambini e nelle bambine è uno di quei temi che, ancora oggi, mette in difficoltà moltissime persone adulte. Non perché il corpo sia qualcosa di complicato da spiegare, ma perché intorno al corpo esistono ancora vergogna, imbarazzo, silenzi e paura.

Basta osservare certe situazioni quotidiane. Bambine e bambini fanno domande sul corpo e le persone di riferimento cambiano argomento. Chiedono il nome corretto delle parti intime e improvvisamente il clima si irrigidisce. Mostrano curiosità e quella curiosità viene trattata come qualcosa da bloccare, correggere o ridimensionare.

Molte persone cercano online “come parlare del corpo ai bambini” proprio perché non sanno da dove iniziare. E questo dice qualcosa di importante: il problema non è il corpo in sé, ma il modo in cui siamo stati educate ed educati a viverlo.

Per molte persone, il corpo è stato un tema accompagnato da disagio, imbarazzo o silenzio. E quando un argomento viene vissuto così a lungo, parlarne con naturalezza diventa molto più difficile.

educazione al corpo nei bambini

Educazione al corpo nei bambini e nelle bambine: il problema non è il corpo, ma il significato che gli attribuiamo

Quando si parla di educazione al corpo nei bambini e nelle bambine, il corpo viene ancora trattato come qualcosa da controllare più che da comprendere.

Ci sono corpi che devono stare composti, corpi che non devono esporsi troppo, corpi che devono imparare presto cosa è “appropriato” e cosa non lo è. E spesso tutto questo inizia molto prima di quanto si pensi.

Il problema non è insegnare il rispetto o i confini. Il problema è quando il corpo viene raccontato quasi esclusivamente attraverso il filtro della vergogna o del pericolo.

In molti contesti, il corpo non viene nominato con serenità. Viene corretto, disciplinato, nascosto o trasformato in qualcosa di cui parlare solo in determinate condizioni.

Ed è qui che anche temi come l’ educazione sessuale nei bambini e nelle bambine diventano immediatamente difficili da affrontare, non perché bambine e bambini non possano comprendere il rispetto del corpo e dei confini, ma perché moltissime persone adulte associano ancora questi argomenti a qualcosa di improprio o pericoloso.

Perché il corpo diventa facilmente un tabù: una breve prospettiva antropologica

Dal punto di vista antropologico, i tabù non nascono semplicemente per “vietare” qualcosa. Servono soprattutto a mantenere ordine dentro una società. È uno degli aspetti su cui ha lavorato l’antropologa Mary Douglas nel suo celebre saggio Purity and Danger del 1966.

Douglas scrive una frase diventata centrale negli studi antropologici: “dirt is matter out of place”, cioè “lo sporco è materia fuori posto”. In altre parole, qualcosa diventa “sporco”, imbarazzante o disturbante non per ciò che è in sé, ma perché rompe un ordine stabilito.

Ed è esattamente ciò che accade spesso con il corpo e la sessualità.

Il corpo è qualcosa che sfugge facilmente al controllo: cresce, cambia, prova piacere, produce fluidi, emozioni, desideri, vulnerabilità. Per questo, in moltissime culture, il corpo è stato circondato da regole, silenzi e tabù. Non soltanto per moralità, ma perché parlare apertamente del corpo significa mettere in discussione confini culturali profondi: tra infanzia ed età adulta, tra pubblico e privato, tra ciò che una società considera accettabile e ciò che preferisce controllare.

In questo senso, il tabù non serve solo a proibire. Serve soprattutto a stabilire cosa può essere nominato serenamente e cosa invece deve restare ai margini del discorso pubblico.

Perché molte persone fanno così fatica a parlarne

Molte persone sono cresciute in contesti in cui il corpo era un argomento difficile. Non si parlava apertamente di emozioni, consenso, sessualità o confini personali. Alcune domande venivano considerate inappropriate, alcune curiosità venivano zittite, alcune parti del corpo diventavano immediatamente qualcosa da coprire o da non nominare.

Queste dinamiche non spariscono automaticamente crescendo.

Per questo, quando oggi una bambina o un bambino fa domande, moltissime persone si sentono improvvisamente impreparate. Non perché il bambino o la bambina non possa capire, ma perché spesso nessuno ha insegnato alle persone adulte a vivere questi temi senza disagio.

Ed è forse anche per questo che molte persone cercano “perché i bambini fanno domande sul corpo”, come se la curiosità fosse qualcosa da interpretare o controllare, invece che una parte naturale della crescita.

Ed è qui che il problema smette di essere individuale e diventa culturale.

Il silenzio non protegge. Spesso confonde

Esiste ancora l’idea che parlare troppo presto del corpo significhi “rovinare l’innocenza” dei bambini e delle bambine. Ma l’innocenza non coincide con l’ignoranza.

Una bambina o un bambino che conosce il proprio corpo, che sa dare un nome alle parti del corpo, che cresce in un contesto in cui può fare domande senza sentirsi sbagliata o sbagliato, non perde innocenza. Acquisisce strumenti.

Il silenzio, invece, non elimina curiosità, emozioni o domande. Semplicemente lascia bambine e bambini da soli davanti a temi che continueranno comunque a esistere.

E quando qualcosa non può essere nominato, spesso inizia a caricarsi di vergogna.

Il corpo come luogo di controllo

Uno degli aspetti meno discussi riguarda il modo in cui il corpo viene spesso controllato molto presto.

Ci sono bambine e bambini a cui viene insegnato più facilmente come stare compostə che come ascoltarsi. Corpi che devono “non disturbare”, “non esporsi”, “non essere troppo”. E questo vale in modo diverso ma molto forte soprattutto rispetto agli stereotipi di genere.

L’educazione al corpo non riguarda solo l’anatomia. Riguarda il modo in cui si insegna a vivere il proprio spazio, i propri confini, il proprio diritto a sentirsi al sicuro.

Per questo parlare del corpo significa parlare anche di educazione emotiva, rispetto e relazione.

Cosa imparano davvero bambine e bambini

Bambine e bambini imparano molto rapidamente quali temi possono essere affrontati serenamente e quali no.

Se ogni domanda sul corpo crea imbarazzo, se alcune parole non possono essere pronunciate, se certe curiosità vengono immediatamente bloccate, il messaggio che passa è molto chiaro: il corpo è qualcosa di problematico.

E questo ha conseguenze culturali enormi.

Perché il rapporto che costruiamo con il corpo influisce sul modo in cui viviamo:

  • i confini
  • il consenso
  • l’identità
  • la vergogna
  • le relazioni

È anche per questo che temi apparentemente diversi tra loro finiscono spesso per collegarsi. L’educazione emotiva nei bambini e nelle bambine, il modo in cui viene affrontato il consenso spiegato a bambini e bambine, oppure il rapporto con segnali corporei come l’enuresi notturna nei bambini e nelle bambine raccontano tutti qualcosa di molto simile: il modo in cui le persone leggono, controllano o ascoltano il corpo e le emozioni.

Esiste un altro modo di parlare del corpo

Parlare del corpo non significa trasformare tutto in una lezione o anticipare temi che non appartengono all’età di una bambina o di un bambino.

Significa creare un contesto in cui il corpo non venga trattato come qualcosa di sporco, imbarazzante o pericoloso per definizione.

Un contesto in cui si possa fare domande senza sentirsi sbagliate o sbagliati. In cui il rispetto dei confini non passi attraverso la paura, ma attraverso l’ascolto e la consapevolezza.

Le famiglie che riescono a parlare serenamente del corpo non sono famiglie “perfette”. Molto spesso sono famiglie che hanno scelto di interrompere silenzi, rigidità e tabù che hanno conosciuto in prima persona.

Il problema non è parlare del corpo. È tutto ciò che ci è stato insegnato a non dire

Il punto non è capire se sia giusto o sbagliato parlare del corpo ai bambini e alle bambine. Il punto è chiedersi perché questo tema faccia ancora così paura.

Perché, ancora oggi, parlare del corpo mette in crisi molte persone più di quanto metta in crisi bambine e bambini.

E forse proprio qui si vede quanto il problema non sia il corpo in sé, ma tutto il significato culturale che continuiamo a costruirci sopra.

Come la società guarda il corpo

L’educazione al corpo nei bambini e belle bambine non riguarda solo informazioni o spiegazioni. Riguarda il modo in cui una società guarda il corpo, le emozioni, i confini e la possibilità di parlarne senza vergogna.

Perché il modo in cui insegniamo a vivere il corpo dice molto anche del modo in cui insegniamo a vivere se stesse e se stessi.

Se questo articolo ti ha fatto riflettere

Non è un caso.

Molti tabù diventano invisibili proprio perché sono presenti ovunque.

Questo spazio nasce per questo: provare a dare parole a temi che troppo spesso vengono lasciati nel silenzio.